Mantova storytelling

by Camilla - foodaroundblog

C’è una piccola Isola che galleggia sui Fior di Loto. Fuori, è tutto un gioco del Grande Fiume che indossa tre abiti diversi per poter sembrare un lago e fare poi un girotondo. Un giorno una viandante, dopo tante piroette della Luna, è tornata all’Isola, come si torna da un lungo viaggio: con un paio di scarpe rotte e una sacca ormai vuota. E’ tornata per guardare ancora una volta la sua Isola, e ha capito che non l’aveva guardata mai (gli occhi diventano pigri ancor prima dei piedi). Allora ha iniziato di nuovo a camminare con il naso puntato verso il cielo seguendo il profilo dei merli per fermarsi poi, nella Grande Piazza. Ha scelto una pietra, proprio nel mezzo, e si è messa su un piede solo, zitta zitta, a fare una giravolta lenta, così da poter perdere l’equilibrio. Ha tagliato i capelli, perché voleva esser più leggera (oppure per non farsi riconoscere), e ha rubato una bicicletta nera che si confondesse bene in mezzo a tutte le altre. Una bicicletta qualunque, nella folla che chiacchierava in una lingua che lei conosceva bene. Ha svegliato i suoi occhi zingari e li ha mandati a zonzo a raccogliere fotografie: una finestra semichiusa, le ombre sulle pietre rosse, i rimbalzi dei portici del centro, la signora Rotonda di S. Lorenzo bassa e grassa, i vecchi, il loro tempo d’argento sciolto nei bicchieri di vino mezzi vuoti o mezzi pieni (dipende dalla giornata), il parco fatto di silenzio verde e Virgilio, il suo custode. Ha fatto una gran scorta di parole, abbracci e pentagrammi tanto che ancora una volta la sua sacca si è riempita (e pensare che credeva di aver finito di viaggiare). Ha anche incontrato una Maga, il suo nome era Ondina, che le ha insegnato l’arte di massaggiare uova e farina: con un incantesimo dalle sue mani sono usciti dei tortelli, belli, ma così belli che quasi era un peccato mangiarli (ma i peccati vanno commessi qualche volta).

Un giorno ha aspettato la notte e ha camminato per trovare un posto nelle strade strette, dove nascondersi. Sotto un lampione giallo due gatti, Nick e Bart, in compagnia di una lumaca irrequieta, la stavano aspettando. L’hanno fatta sedere sui gradini di un Castello e le han detto:

“Prendi. Bevi questo vino buono e raccontaci la tua storia”.

“E’ molto breve, in verità – ha detto lei – la mia storia è quella di chi si allontana per poter vedere le cose da vicino”.

“Allora – hanno risposto – ti raccontiamo noi una storia: questa è la storia di una principessa anziana che ha ancora voglia di giocare. Qualcuno un giorno l’ha chiamata “la bella addormentata”, ma noi preferiamo chiamarla semplicemente con il suo vero nome: Mantova”.

E la storia incomincio’ : “C’è una piccola Isola, che galleggia sui Fiori di Loto…”.


There is a small Island floating on Lotus Flowers. Outside, it’s all a game created by the great river that wears three different costumes to look like a Lake and then it makes a ring-a-ring-o’rose. One day a traveler, after so many spins of the Moon, is back on the Island, as one returns from a long journey: with a pair of broken shoes and an empty bag. She came back to look the Island once again, and she realized that she had never looked at it (the eyes become lazy even before the feet). Then she began to walk with the nose pointing to the sky following the profile of the battlements and then she stopped in the Big Square. She chose a stone, right in the middle, and she started on one foot, quiet as a mouse, to make a turnaround so slow that she could lose her balance. He cut his hair, because he wanted to be lighter (or not to be recognized), and stole a black bicycle that could be confused right in the middle of all the others. An anonymous bicycle in the crowd who was talking in a language she knew. She woke up her gypsies-eyes and sent them around to collect photographs: a half-open window, the shadows on the red stones, the bounces of the arcades of the center, Ms. Rotunda of St. Lawrence, so low and fat, the elderly, their silver-time dissolved in wine glasses half-empty or half-full (depending on the day), the park made ​​out of green silence and Virgil, his guardian. She made a great stock of words, hugs and pentagrams so that, once again, her bag was filled (and you think that she believed she had finished traveling). He also met a Sorceress, hrs name was Ondina and she teached her the art of massaging eggs and flour: with a spell from her hands came out the Tortelli, beautiful, but so beautiful that it was almost a sin to eat them (but sins have to be committed sometimes).

One day she waited for the night and walked to find a place in the narrow streets, where to hide. Under a yellow streetlight two cats, Nick and Bart, in the company of a restless snail, were waiting for her. They made ​​her sit on the steps of a Castle, and told her: “Take it! Drink this good wine and tell us your story”. “Actually, it ‘s very short” – she said – My story is that of one who goes away to be able to see things up closer”. “Then – they answered – we will tell you a story: this is the one of a elderly princess who still wants to play. Once, someone called her “the Sleeping Beauty”, but we prefer to call her simply by her true name: Mantova”.

 And the story began: “There is a small Island floating on Lotus Flowers …”.

bike

Advertisements